ESERCIZI SPIRITUALI OBLATI
Introduzione
Definizione degli “Esercizi spirituali”
Prima di iniziare il corso, vorrei spendere una parola sul significato degli Esercizi Spirituali e sul come viverli. Anzi, ce lo facciamo spiegare da alcuni “grandi” maestri dello spirito.
Il più vicino a noi, il servo di Dio Giovanni Paolo II, definisce gli Esercizi come: «un insieme di meditazioni e di preghiere in un’atmosfera di raccoglimento e di silenzio, e soprattutto una particolare spinta interiore suscitata dallo Spirito Santo per aprire ampi spazi dell’anima all’azione della grazia»(Angelus di Giovanni Paolo II, Roma, 16 dicembre 1979).
Il medesimo Giovanni Paolo II sottolinea l’importanza di «Far conoscere e promuovere gli Esercizi spirituali, intesi come una forte esperienza di Dio, suscitata dall’ascolto della Sua parola, compresa e accolta nel proprio vissuto personale, sotto l’azione dello Spirito Santo, che, in clima di silenzio, di preghiera e con la mediazione di una Guida spirituale, dona la capacità di discernimento, in ordine alla purificazione del cuore, alla conversione della vita e alla sequela di Cristo, per il compimento della propria missione nella Chiesa e nel mondo».
Infine, la definizione di Sant’Ignazio nel n° 1 del libro degli Esercizi Spirituali: «con il nome di “Esercizi spirituali” s’intende ogni modo di esaminare la coscienza, di meditare, di contemplare, di pregare oralmente e mentalmente e di altre attività spirituali … Perché come il passeggiare, il camminare, il correre sono esercizi fisici, così si dicono Esercizi Spirituali ogni modo di preparare e disporre l'anima a togliere tutti gli affetti disordinati e, dopo averli tolti, a cercare e trovare la volontà di Dio nella disposizione della propria vita, per la salvezza della propria anima»
Gli obiettivi del corso di esercizi spirituali
Ora, brevemente il Programma o,meglio, l’itinerario spirituale che percorreremo durante questi santi Esercizi:
Dio è amore e per amore egli crea l’uomo e le altre creature.
Ma l’uomo si getta con ingordigia sulle creature-dono di Dio e si riduce a vivere in un’alienazione e un’ottusità che quotidianamente lo conducono lontano dal Creatore, rincorrendo il mito di una falsa felicità che in realtà sempre più lo consuma e lo esilia dalla verità di se stesso.
A salvarci dall’angoscia presente e dal fallimento eterno sarà ancora una volta l’Amore di Dio, che ci fa sentire addirittura accolti e amati così come siamo; e riaccolti e riamati ogni volta che, dopo aver vissuto nell’indifferenza e averlo dimenticato, dopo aver dilaniato i beni ricevuti, dopo aver peccato, ritorniamo a Lui.
L’amore di cui ci sentiamo oggetto ci guarisce e ci fa desiderare di diventarne degni e di iniziare una nuova vita, dove le solite cose quotidiane non saranno più le stesse, perché avranno un senso nuovo, o, meglio, avranno trovato il loro vero senso.
In questo itinerario, che non possiamo avere la presunzione di poter gestire da soli, abbiamo bisogno di compagni di viaggio, di un alimento che ci fortifichi e di una guida del cammino. La famiglia della FFB ci fornisce i fratelli con cui camminare, la forza ci viene dallo Spirito Santo e una stella ci guida: Maria, la “Madre del bell’amore”. È a questa Mamma, donataci da Dio, che vogliamo affidarci e donare tutti noi stessi, per formarci e crescere fino alla piena maturità di Cristo.
Durante il corso, sono previsti dei momenti di condivisione: non temiamo di rivelare noi stessi, sarà il tempo di toglierci di dosso le maschere dietro le quali ci nascondiamo e di far cadere quelle autodifese che ci impediscono di aprire il cuore alla novità della Parola di Dio.
Allora, cari fratelli e sorelle, scuotiamoci, prima di tutto ridestiamo la nostra capacità di ascolto e potenziamo la nostra volontà – se fragile e infiacchita dalle cattive passioni – riprendiamo a camminare e sproniamoci gli uni gli altri.
Soprattutto, spalanchiamo le porte del nostro cuore a Cristo.
Ecco il principale compito dell'uomo: arrendersi all'amore di Dio.
Se è ciò che faremo in questi giorni, potremo dire di aver portato a termine fruttuosamente questo corso di esercizi spirituali.
Vorrei chiedervi adesso di pregare e di invocare su di me il dono dello Spirito Santo che faccia di me un canale libero per la sua parola. Ve lo chiedo perché credo nella preghiera dei fratelli e perché in questo modo ci disponiamo consapevolmente fin da questo momento alla presenza di Dio.
Canto Allo Spirito Santo
Riflessione: DIO È AMORE
«Dio è Amore»(Gv 4,8)
Il messaggero che arriva trafelato dal campo di battaglia sulla piazza della città non comincia a narrare ordinatamente come si sono svolte le cose dal principio alla fine e non si attarda nei dettagli, ma va dritto all’essenziale, proclamando subito, con poche parole, la notizia che più gli urge nel cuore e che tutti attendono, rimandando a più tardi tutte le spiegazioni. Se è stata vinta la guerra grida: Vittoria! E se è stata fatta la pace grida: Pace! E la notizia rimbalza in un baleno da una casa all’altra, si diffonde nelle campagne, la gente si riversa nelle strade, si abbraccia con le lacrime agli occhi; dopo anni tremendi di guerra, grida impazzita di gioia: Vittoria, pace!...
Così oggi io vengo a voi non tanto per offrirvi insegnamenti teologicamente esaustivi, precisi e particolareggiati, quanto per annunciarvi la meravigliosa notizia che più mi preme e trabocca dal mio cuore: Dio È Amore! Dio Ama L’uomo! Dio Ci Ama! Dio Ti Ama…
Vi annuncio con sicurezza gioiosa e fiducia incrollabile che siete amati da Dio. Nessuna considerazione contraria, neppure quella della nostra indegnità deve venire a turbare il nostro cuore e a distoglierlo da questa certezza, finché esso non si sia riempito di questa prima e più importante notizia che D i o c i a m a personalmente e che egli ci offre, oggi stesso, la sua pace e la sua grazia come frutti di questo amore.
Eppure, non riusciamo a piangere di gioia!
Appena rientriamo un po’ in noi stessi, non tardiamo a scoprire quanto il tempo, i contrasti, le delusioni e le cattive abitudini ci abbiano induriti; ci vediamo descritti alla perfezione dalle parole del profeta Isaia: La tua nuca è una sbarra di ferro e la tua fronte è di bronzo (Is 48,4). Siamo come una sbarra di ferro che deve essere piegata. Come piegarla? Se il ferro si batte a freddo, o non si piega affatto, o si spezza; bisogna riscaldarlo al fuoco, “intenerirlo”. Ed è quello che vogliamo fare in questo corso di esercizi spirituali: riscaldarci al fuoco dell’amore di Dio. Solo così dopo sopporteremo i colpi di martello della parola di Dio senza irrigidirci, perché tutto si può sopportare, quando ci si sente amati veramente.
Chi può assicurarci che Dio ci ama, se non Egli stesso?
Tutta la Bibbia – osserva sant’Agostino – non fa che «narrare l’amore di Dio» (Cat. Rud. I,8,4; PL 40,319). Questa è la risposta ultima a tutti i perché della Bibbia: perché la creazione, perché l’incarnazione, perché la redenzione… Se tutta la Bibbia, da parola scritta si potesse tramutare in parola pronunciata e divenisse una sola voce, questa voce, più potente del fragore del mare, griderebbe: «Dio vi ama!».
Gesù è la voce di tutta la scrittura quando dice : «Il Padre vi ama!» (Gv 16,27).
Tutto ciò che Dio dice e fa nella Bibbia è amore, anche la «collera» di Dio non è altro che amore, perché Dio è l’amore! «Non importa – è stato detto – sapere se Dio esiste; importa sapere se è amore» (Kierkegaard). E la Bibbia ci assicura proprio di questo: che Egli è l’amore.
L’Antico Testamento è come una meravigliosa cassa di risonanza, in cui le parole del Nuovo Testamento trovano il loro suono “pieno”, come del resto, il Nuovo lo è, a maggior ragione, per l’Antico.
Volgiamoci dunque, senz’altro, all’Antico Testamento per raccogliere la rivelazione dell’amore di Dio.
L'amore di Dio attraverso le immagini dell'Antico Testamento
Adonai manifestò al popolo di Israele il suo amore attraverso profeti nella forma ad esso più comprensibile, parlando il suo stesso linguaggio e servendosi delle sue stesse esperienze, usando anche immagini e figure, come comporta lo stile orientale della comunicazione orale.
A. Pastore.
Quando Israele era tutto un popolo di pastori, sin dai tempi più antichi, la prima figura e immagine adottata per spiegare l’amore di Dio fu quella del pastore: in forma poetica, si parla di
Adonai, il pastore che ha cura del suo gregge:
v che non gli fa mancare pascoli erbosi (Sl 23,1ss.; Ez 34, 13-15);
v che si prende cura del suo gregge e lo difende dai pericoli (Is 40,11; Ez 34, 11-16);
v che è il solo Supremo Pastore che guida e giudica le sue pecore (Gn 49,24; Sl 23; 80,1; Ez 34, 11-31);
v Anche nel NT di Gesù si dice che Egli è il buon Pastore
v che dà la vita per le sue pecore (Lc 15,3s; Gv 10,11s; Eb 13,20; 1Pt 5,4);
v che siede davanti al suo gregge nel giudizio finale, separando le pecore dai capri (Mt 25,32s).
B. Padre
Da pastore zelante e oculato, Dio a un certo punto ci parla del suo amore attraverso l’immagine dell’amore paterno. Lo fa attraverso il profeta Osea, che descrive il suo amore verso il popolo di Israele, per mezzo dei gesti compiuti da un padre umano. Leggiamo qualche passo dal cap.11:
1 Quando Israele era giovinetto, io l’ho amato
e dall’Egitto ho chiamato mio figlio.
2 Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me;
immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi.
3 Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano,
ma essi non compresero che avevo cura di loro.
4 Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore;
ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia;
mi chinavo su di lui per dargli da mangiare.
[5-6…](Ma il Signore perdona)
7 Il mio popolo è duro a convertirsi:
chiamato a guardare in alto nessuno sa sollevare lo sguardo.
8 Come potrei abbandonarti, Efraim, come consegnarti ad altri, Israele?
Come potrei trattarti al pari di Admà, ridurti allo stato di Zeboìm?
Il mio cuore si commuove dentro di me,
il mio intimo freme di compassione.
9 Non darò sfogo all’ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Efraim,
perchè sono Dio e non uomo;
sono il Santo in mezzo a te e non verrò nella mia ira.
Consideriamo i gesti paterni attraverso i quali Dio stesso descrive le sue attenzioni amorose per noi:
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